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Image by Giulia Gasperini
TERRITORIO

Valle d'Itria

La Valle d’Itria è una suggestiva area della Puglia situata nel cuore della Murgia dei Trulli, tra le province di Bari, Brindisi e Taranto. Nonostante il nome “valle”, si tratta in realtà di una depressione carsica, formata da doline e lievi avvallamenti del terreno. I principali comuni che ne fanno parte sono Alberobello, Locorotondo, Martina Franca, Cisternino, Ceglie Messapica, Ostuni e Noci. Il paesaggio è caratterizzato da: dolci colline ricoperte di ulivi, vigneti e muretti a secco, campi coltivati punteggiati da trulli, le tipiche abitazioni in pietra a cono, una vegetazione mediterranea ricca di lecci, querce e mandorli. Il clima è mediterraneo temperato, con estati calde e secche e inverni miti.

La zona fu abitata sin dall’antichità: testimonianze archeologiche mostrano la presenza di insediamenti messapici e successivamente romani. Durante il Medioevo, la valle divenne rifugio per contadini e pastori, che costruirono i trulli come abitazioni facilmente realizzabili con la pietra locale. Nel Seicento e Settecento, la zona visse un periodo di prosperità sotto il dominio del Regno di Napoli. Le città si svilupparono secondo modelli urbanistici eleganti, come testimoniano i centri storici barocchi di Martina Franca e Locorotondo. Nel corso del Novecento, la Valle d’Itria è diventata una delle mete turistiche più apprezzate della Puglia, grazie al suo patrimonio architettonico e paesaggistico.

PATRIMONIO UNESCO

I Muretti a secco

I muretti a secco sono uno degli elementi più distintivi della Valle d’Itria. Le loro origini risalgono a tempi antichi, quando i contadini utilizzavano la pietra locale per delimitare le proprietà, proteggere le coltivazioni e rendere coltivabili i terreni irregolari. Oltre alla funzione agricola, questi muri raccontano una storia di pazienza e ingegno: pietra dopo pietra, generazioni di contadini hanno modellato il paesaggio, creando un equilibrio armonioso tra natura e lavoro umano.
 

La tecnica costruttiva, tramandata nel tempo, si basa sull’incastro preciso delle pietre senza l’uso di malta. Ogni elemento è scelto con cura per garantire solidità, drenaggio e durata nel tempo. Questo metodo permette ai muretti di integrarsi perfettamente con l’ambiente, favorendo la biodiversità e proteggendo il suolo dall’erosione.
 

Nel paesaggio della Valle d’Itria, i muretti a secco non sono semplici confini, ma trame che disegnano il territorio tra uliveti, vigneti e trulli. La pietra chiara, illuminata dal sole, conferisce al paesaggio un aspetto unico e riconoscibile. Per la loro importanza culturale e ambientale, i muretti a secco sono stati riconosciuti dall’UNESCO come Patrimonio Immateriale dell’Umanità, simbolo della relazione profonda tra uomo, terra e tradizione.

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Terra di Vino 

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IL VITIGNO RISCOPERTO

Susumaniello

Il Susumaniello è un vitigno autoctono pugliese, coltivato principalmente nella zona della Valle d’Itria e del Salento. Il suo nome curioso deriva probabilmente dal termine dialettale “somarello” o “somarino”, in riferimento alla grande produttività delle viti giovani, capaci di “caricarsi” di grappoli come un asino da soma.

Un tempo molto diffuso nei vigneti del Brindisino, il Susumaniello è rimasto a lungo quasi dimenticato, soppiantato da varietà più redditizie. Negli ultimi decenni, grazie all’impegno di produttori locali, è stato rivalutato e riscoperto come uno dei vitigni più rappresentativi della nuova viticoltura pugliese di qualità.

Caratteristiche del vitigno
Il Susumaniello è un vitigno a bacca rossa con grappoli medi e compatti, e acini dalla buccia spessa e ricca di pigmenti. Predilige terreni argillosi e calcarei, ben drenati e soleggiati, tipici delle campagne del Salento. Caratteristiche agronomiche principali: Buona adattabilità ai climi caldi e secchi Elevata resa nelle piante giovani, più contenuta con l’età Ottima concentrazione di zuccheri e polifenoli Colore intenso e tannini marcati

Metodo Classico Pas Dosè

Sessantasette è l'evoluzione del Primitivo che ha dato origine ad Artii e Al Primo. Un Metodo Classico Rosato millesimato che nasce in Valle d'Itria dalla stessa anima ma si spinge oltre celebrando il tempo con eleganza e profondità. Racconta l'eredità di un uomo che ba creduto nella forza della tradizione, trasformandola in visione. Un vino che unisce la memoria al futuro come un brindisi che non si limita al presente ma promette continuità e significato. Dietro ogni bollicina, la storia di chi ha saputo trasformare la passione in possibilità. Dietro Sessantasette, la storia di un Primitivo che ha trovato il suo tempo.

ROSATO SUSUMANIELLO ROSATO VALLE D’ITRIA IGT SUSUMANIELLO 100%
VOL. 12,5%

PUGLIA - MARTINA FRANCA - VALLE D’ITRIA 100 Q.LI/HA 430 s.l.m.
TERRENO Calcareo con predominanza di argilla

COLORE rosa tenue cerasuolo
PROFUMO Intenso di frutta rossa, in particolare lampone e ciliegia
GUSTO Acido, fresco armonico
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COLTIVAZIONE Controspalliera Guyot biologica RACCOLTA Manuale in casetta
VENDEMMIA Seconda decade di ottobre

APERITIVI,
PIATTI A BASE DI PESCE

Tradizionale con salasso ad alzata di cappello
dopo 6/8 ore di macerazione pre-fermentativa a freddo.
successiva chiarifica statica e fermentazione alcolica a 13°c

TRADIZIONE SAPORI E IDENTITÀ

Enogastronomia

L’Enogastronomia della Valle d’Itria Tradizione, sapori e identità nel cuore della Puglia La Valle d’Itria, situata tra le province di Bari, Brindisi e Taranto, è un territorio che si riconosce non solo per i suoi trulli e i suoi paesaggi dolci, ma anche per una cultura gastronomica antica e autentica. In questa terra di confine, dove l’Adriatico e lo Ionio si sfiorano, la cucina rispecchia l’anima contadina della Puglia: semplice, genuina, ma sorprendentemente raffinata nei sapori e nella varietà. 

La cucina della terra Le radici della gastronomia locale affondano nella civiltà rurale. Gli ingredienti sono pochi, ma sempre di qualità, e la preparazione rispetta le stagioni e i cicli naturali. Tra i simboli più rappresentativi troviamo: Pane e focaccia pugliese, cotti nei forni a legna e preparati con farine locali; Verdure e legumi come fave, cicorie, cime di rapa, lenticchie e ceci, protagonisti di piatti poveri ma nutrienti; Pasta fatta in casa, in particolare le celebri orecchiette, servite con sughi di pomodoro fresco, carne o verdure; Olio extravergine d’oliva, vero oro verde della valle, ottenuto da cultivar locali come Ogliarola e Cima di Melfi, dal gusto fruttato e delicato.

Ogni piatto racconta un equilibrio tra necessità e creatività, tra la forza della terra e la sapienza delle mani che la lavorano.

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TRA MERCATI E MASSERIE 

Prodotti Tipici

Sapori autentici e prodotti tipici Passeggiando nei mercati o tra le masserie, si incontrano profumi e colori che incarnano la vita quotidiana della valle: Formaggi freschi e stagionati come la burrata, la stracciatella e la ricotta forte; Salumi artigianali, tra cui la capocollo di Martina Franca IGP, affumicato con legno di fragno e vincotto; Conserve e sottoli a base di melanzane, carciofi e pomodori secchi; Dolci tradizionali, come i taralli dolci, le cartellate al miele e le paste di mandorla, che accompagnano ogni festa o ricorrenza. Molti di questi prodotti sono ancora preparati secondo ricette tramandate oralmente, nelle cucine delle famiglie o nelle antiche masserie riconvertite all’agriturismo. 🍽️

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Storia e Presente

ELEGANZA, STORIA E NATURA

Masseria Palesi

La Masseria Palesi è uno dei più significativi esempi di architettura rurale pugliese, un luogo dove la storia, l’arte e la natura si intrecciano in un equilibrio perfetto. Situata nei pressi di Martina Franca, nel cuore della Valle d’Itria, rappresenta il più importante modello masserizio della provincia di Taranto e una delle testimonianze più preziose dell’antico paesaggio agricolo del Salento.

Risalente al XVII secolo, la Masseria Palesi si distingue per il suo valore storico, artistico e naturalistico. Il complesso, che si estende su circa 130 ettari, è stato costruito tra il Seicento e il Settecento, secondo i canoni architettonici delle masserie fortificate barocche. La superficie edificata, di circa 3.800 metri quadrati, è organizzata attorno a una corte interna chiusa, con un’ampia aia lastricata in chianche di pietra, un orto recintato, un ovile e vari ambienti di servizio che raccontano la vita agricola di un tempo.

L’edificio principale, disposto su due livelli, presenta ambienti abitativi al piano superiore e spazi produttivi e di servizio al piano terra. Le volte in tufo, i camini monumentali, i pavimenti in pietra e le decorazioni sobrie ma eleganti testimoniano il gusto raffinato e la condizione agiata della famiglia nobile che ne fu proprietaria. A ricordare l’epoca barocca della sua costruzione è la splendida cappella privata, edificata tra il 1840 e il 1850, un autentico gioiello artistico che arricchisce il complesso di un profondo valore spirituale e culturale.

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LUOGO VIVO

Oggi la Masseria

Oggi la Masseria Palesi è molto più di un monumento storico: è un luogo vivo, che conserva e rinnova il legame ancestrale tra l’uomo e la terra. Circondata da un bosco di querce e roverelle secolari e da un vasto vigneto biologico, la tenuta è diventata un vero e proprio laboratorio bio, dove si sperimentano percorsi esperienziali immersi nella natura e nella cultura del territorio.

La ricercatezza delle architetture e la cura degli spazi interni ed esterni riflettono la volontà originaria della famiglia Palesi di affermare, attraverso la bellezza e la funzionalità, la propria prosperità e il proprio radicamento nella terra d’origine. Da questo emblema nobiliare nasce oggi l’identità visiva del brand Palesi, che porta avanti la stessa filosofia: custodire la tradizione, innovare con eleganza e valorizzare la Puglia nella sua forma più autentica.

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